Io-Casa: dall’abitare all’essere.

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Attorno alla casa ruotano molti nostri desideri: una casa tutta nostra, una casa nuova, una casa più grande, più piccola, più bella, in campagna, in città, col giardino, col terrazzo, un nuovo divano, un vaso di fiori sul tavolo del soggiorno, fotografie sparse qua e là, mobili d’epoca o ultr moderni.

La casa è il luogo della nostra espressione personale, centro del nostro universo, centro da cui partiamo verso il mondo imprevedibile e a cui torniamo, nido, rifugio, riparo, sicurezza che limita l’esterno sconosciuto e gli conferisce un senso, luogo centrale, strutturato, significativo, a partire dal quale organizziamo il nostro universo, uscendo e rientrando, facendo esperienza dell’allontanamento, della partenza, ma anche del ritorno e dell’attaccamento.

E’ il luogo dei nostri segreti, dei nostri tesori, delle nostre relazioni affettive più profonde, è il luogo dell’intimità.

E’ l’involucro che ci contiene e ci mette in contatto con il mondo, con l’altro, che ci tiene dentro, tra le sue mura, e ci apre al fuori, con le sue porte, le sue finestre.

E’ il confine tra noi e il mondo, è il nostro modo personale di appropriarci dello spazio e di definire con questa appropriazione il nostro modo di essere nel mondo.

Facendo “casa”, agiamo sul mondo, scegliamo spazi, materiali, forme, colori, strumenti. E così casa diventa l’espressione del nostro modo di essere-nel-mondo, di difenderci dai pericoli, di proteggere i nostri segreti, di vivere l’intimità.

La nostra casa rappresenta, perciò, il nostro modo di pensare il mondo esterno, di rapportarci con gli altri, il nostro equilibrio tra bisogno di sentirci protetti, nascosti, contenuti e bisogno di stare con gli altri, di andare verso il mondo.

Così se noi cambiamo la casa cambia. Se abbiamo paura la casa si trasforma in una roccaforte, in una fortezza, in una torre.Se ci apriamo agli altri, la casa rivela il nostro desiderio di ospitare.

I nostri desideri intorno alla casa svelano, a volte celano, i nostri desideri intorno al nostro essere.

Carmen Pernicola

VOTRE MAISON PARLE DE VOUS
Stéphanie Torre et Charlotte Moitessier
Femmes Actuelles
Novembre 2004

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http://perlaserfaty.net/home.htm

Io-Casa: dall’abitare all’essere.ultima modifica: 2009-03-02T00:18:08+01:00da fatamailinda
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Un pensiero su “Io-Casa: dall’abitare all’essere.

  1. Articolo veramente interessante.. ed è vero, proprio così: io amo la mia casa, la amo come fosse un membro della famiglia, la amo perché è viva, perché fa parte di me e io faccio parte di lei, la amo perché si prende cura di me, e io mi prendo cura di lei.. La mia casa ha visto la vita scorrere, tra il bene e il male, sotto la neve dell’inverno e il sole dell’estate, ha respirato la poesia di innumerevoli libri, ha ascoltato le parole di bizzarri personaggi che nelle sue stanze hanno sostato, tra un viaggio e l’altro.. La mia casa mi ha visto crescere, è sempre stata cortese, mai sgarbata né malvagia.. La mia casa ha vissuto grandi cose, grandi momenti e movimenti creativi, rivoluzioni e pomeriggi assonnati, teatri e musiche, note dell’anima, aperture e chiusure, amori, segreti e desideri.. La mia casa ha vissuto tutto questo, sotto il grande cielo stellato dell’universo.. La mia casa è tutto quello che ho, proprio ora che sto per perderla per sempre.. caduta nelle trame del sistema che soffoca ogni creatività in nome della funzione.. La perderò e soffrirò, come mai ho sofferto, come fosse scomparso qualcuno, un familiare, un maestro.. spero solo che un giorno, senza di me, possa essere ancora felice, la mia casa..

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